Mimosa, caratteristiche del simbolo della Festa delle Donne

L’8 marzo si festeggia la giornata internazionale della donna, un momento dedicato al ricordo e alla riflessione sulle conquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile.

Nonostante i traguardi e le vittorie raggiunti nel corso degli anni sul ruolo e i diritti delle donne, la strada da fare è ancora lunga.

Ad esempio,tra i 17 Obiettivi dello di sviluppo sostenibile (SDGs), il Goal 5 mira a raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze.

In occasione della ricorrenza della Festa della Donna viene regalata la mimosa, e oggi vogliamo dedicare un approfondimento sul perché viene regalato proprio questo fiore, e quali sono le sue caratteristiche.

Perché l’8 marzo si regala la mimosa?

Per scoprirlo dobbiamo tornare indietro di quasi 70 anni e arrivare al 1946, quando due donne iscritte all’UDI (Unione donne italiane), Rita Montagnana (moglie di Palmiro Togliatti, uomo politico italiano) e Teresa Mattei, proposero di adottare questo fiore come simbolo della Festa della Donna.

La decisione fu messa ai voti e le donne dell’UDI votarono all’unanimità per questo fiore. Bello e insolito, la mimosa fiorisce a marzo ed è economica, quindi può essere regalata da tutti (anche se, veramente, il giorno della Festa della Donna i prezzi dei mazzolini di mimose aumentano tantissimo!).

Quali erano gli altri fiori in gara? Anemoni e garofani, arrivati rispettivamente al secondo e al terzo posto. La mimosa ha vinto anche per le sue caratteristiche: è un fiore che riesce a crescere, nonostante la sua fragilità apparente, anche su terreni difficili. Perfetto per rappresentare la figura della donna!

Origini e caratteristiche della mimosa

La mimosa (Acacia dealbata) è un albero originario della Tasmania, ma che, giunto nel nostro paese verso la metà del 1800, si è adattato benissimo al clima della Riviera Ligure e a quello delle regioni meridionali e dei grandi laghi: è entrato addirittura a far parte del paesaggio di questi luoghi grazie anche alla prorompente fioritura che, tra le più precoci, annuncia l’arrivo della primavera.

La pianta di mimosa può raggiungere anche grandezze considerevoli. Le foglie sono composte da tante foglioline poste perpendicolarmente alla nervatura principale. Alcune varietà non presentano le classiche foglie, ma hanno delle foglie trasformate, che sono come dei rametti appiattiti, chiamati filladi.

L’infiorescenza è composta da un insieme di capolini globosi da cui si dipartono numerosi stami. La grande quantità di fiori conferisce a questa pianta un fascino tutto particolare.

L’Acacia dealbata è un albero di medie dimensioni: generalmente, nei luoghi di origine, non supera i 20 metri di altezza, mentre da noi è raro che raggiunga i 5. La chioma assume negli anni una forma a cono largo. Le foglie, tendenzialmente persistenti, sono bipennate, lunghe fino a 12 cm, suddivise in numerose foglioline lineari, di circa 5 mm. Queste, non dentate, sono invece lievemente pelose e di color verde-blu.

La corteccia è liscia e va dal verde fino al glauco, ma, con l’avanzare degli anni, scurisce progressivamente fino a divenire quasi nera. I fiori, prodotti alla fine di febbraio, sono molto piccoli, con petali giallo brillanti e numerosi stami vistosi e molto profumati. Si raccolgono in grappoli di grandi dimensioni evolvendosi più avanti in baccelli lunghi circa 8 cm, piatti, inizialmente glauchi poi marroni a maturità.

La crescita è molto rapida (anche di 60 cm all’anno), ma la vita media di un esemplare è piuttosto breve (raramente superano i 50 anni). Per di più spesso vengono gravemente danneggiati da inverni con temperature al di sotto della media: è infatti un albero piuttosto sensibile alle basse temperature. La coltivazione in piena terra conviene solo dove il clima sia particolarmente dolce. Altrove è però possibile tenere gli esemplari in grandi vasi, operando attente potature.

Questa specie è da noi la più diffusa, ma in coltivazione ve ne sono molte altre e possono variare sia il portamento sia alcune caratteristiche peculiari.

Proprietà e benefici della mimosa

Le proprietà benefiche della mimosa erano note già nell’antichità. I maya ne usavano la corteccia e i fiori come rimedio per curare i traumi e le scottature della pelle. Anche in Cina, dove la mimosa era considerata un “esaltatore dell’umore”, le polveri e tinture gialle ricavate dalla pianta servivano per rigenerare i tessuti alleviando le infiammazioni, ma anche per curare diarrea, nausea, malattie veneree e, appunto, disturbi nervosi. Tutt’oggi gli aborigeni australiani ne usano la corteccia per scopi curativi.

E in cosmetica la pianta è utilizzata per ricavare oli cicatrizzanti e lenitivi per la pelle. La corteccia sarebbe un coagulante naturale del sangue, utile ad arrestare le emorragie e a disinfettare le ferite. Queste caratteristiche si rivelano preziose per chi soffre di acne, brufoli o psoriasi ed è alla ricerca di un’alternativa bio ai cosmetici tradizionali.

Come la mimosa aiuta la nostra pelle

La corteccia dell’Acacia dealbata contiene tannini, dalle proprietà lenitive, antinfiammatorie e rigeneranti, ma anche oligoelementi, saponine e flavonoidi (antiossidanti naturali). Dalla distillazione dei fiori freschi si ricavano perciò oli essenziali usati per preparare fragranze e profumi ma anche da impiegare contro acne e arrossamenti per le già accennate proprietà lenitive. L’olio essenziale è prezioso anche contro i disturbi d’ansia e da stress (diffuso nell’ambiente o inalato attraverso un fazzoletto impregnato ha proprietà rilassanti).

All’olio essenziale di mimosa sono riconosciute proprietà afrodisiache e rilassanti per i muscoli: è adatto perciò a massaggi e aromaterapia. Dalla macerazione di altre parti della pianta in olio di mandorle o di jojoba si ricavano anche degli oleoliti dagli effetti nutrienti ed elasticizzanti per tutti i tipi di pelle, da quelle giovani alle più mature, dalle pelli secche e screpolate a quelle da normali a grasse.

Un aiuto per il sistema immunitario

I benefici non finiscono qui. Ricca di minerali come rame, ferro, zinco, magnesio e manganese, la mimosa aiuterebbe anche a mantenere il sistema immunitario sano e forte, mentre il decotto preparato con la sua corteccia è un alleato efficace contro l’influenza e per alleviare i sintomi provocati dalla tosse e dalla bronchite. Con le sue foglie si può infine preparare un tè che tradizionalmente veniva utilizzato per curare il mal di denti.

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