Cento anni di Garbatella, il quartiere amico dell’ambiente

Lo scorso 18 febbraio la Garbatella ha compiuto 100 anni. Lo storico quartiere di Roma nacque infatti nel 1920 sulle colline soprastanti la Basilica di San Paolo fuori le mura. Un tempo borgata di edilizia popolare che ospitava operai, oggi è un quartiere-paese, simbolo dell’anima popolare e verace di Roma.

Ma da dove deriva il nome Garbatella? Qual è la storia di questo scorcio di città?

Garbatella tra leggenda e storia

La leggenda narra che, prima della nascita della borgata, la zona fosse un crocevia importante per i pellegrini che dovevano raggiungere la Basilica di San Paolo. Vista l’alta presenza di viandanti, le strade erano ricche di osterie e una di queste pare fosse gestita da una donna molto bella e gentile, conosciuta da tutti con l’appellativo “garbata e bella ostessa”. Da qui il nome Garbatella.

Il nome potrebbe però derivare anche da un particolare tipo di coltivazione della vite detto “a garbata”. Le viti infatti venivano appoggiate ad alberi di olmo o acero, in uso nei terreni della zona posseduti nel XIX secolo da monsignor Nicolò Maria Nicolai, noto agronomo e personalità di spicco della Curia romana.

Quel che è certo è che la storia del quartiere parte dal 1920. Fu re Vittorio Emanuele III a porre simbolicamente la prima pietra della Garbatella, fondata in una fase di grande rilancio urbanistico seguita alla fine della Prima guerra mondiale. Il re intendeva dotare Roma di un canale parallelo al fiume Tevere, mai costruito, che la collegasse al porto di Ostia.

Per questo motivo la Garbatella divenne un quartiere destinato a ospitare gli operai che avrebbero dovuto occuparsi di questa costruzione. Negli anni ‘30 invece vennero trasferiti qui forzosamente gli sfollati dei rioni del centro storico, oggetto delle demolizioni volute dal regime fascista.

Nell’idea originaria la Garbatella venne dunque concepita come borgata separata dalla città e circondata dalla campagna. Ma la speculazione edilizia la unì inevitabilmente alla città stessa, facendo venire meno la destinazione d’uso rurale e operaia. Quest’ultima però è rimasta negli edifici e negli spazi della parte vecchia, creando un legame fra passato e presente.

La città-giardino ispirata al modella della Garden City inglese

La Garbatella rappresenta la città-giardino all’italiana ispirata alla Garden City inglese, dove il rapporto uomo-natura si trova in un equilibrio perfetto. Un quartiere popolare la cui architettura, a metà tra il barocchetto romano e la città-giardino, è ancora oggi un modello studiato e ammirato in tutto il mondo.

La struttura urbanistica della Garbatella si ispirò inizialmente appunto al modello inglese, con significativi spazi verdi coltivabili per conferire al nuovo quartiere l’aspetto di una contrada agreste.

Il progetto della città-giardino prevedeva infatti la suddivisione del territorio in lotti, alcuni dei quali pensati come piccoli borghi in miniatura. Questi lotti erano occupati da un complesso di case unifamiliari, con vani spaziosi e ben illuminati, dotate di cortili interni, giardini e appezzamenti di terreni agricoli, i quali, soprattutto in passato, erano punti di ritrovo per la popolazione.

In questi spazi comuni c’erano lavatoi e stenditoi, botteghe e cantine e ulteriori posti dedicati alla coltivazione, al gioco per i bambini e alla socialità.

Il primo nucleo storico della Garbatella si sviluppò intorno a Piazza Benedetto Brin, con i primi 5 lotti residenziali e una successione di orti urbani, che divennero giardini pubblici negli anni a seguire, dove gli abitanti coltivavano ortaggi e frutta, senza prodotti chimici, nel cuore del quartiere.

Le abitazioni, almeno nel nucleo storico, erano collocate in villini o palazzine di tre piani al massimo, con grande cura per i dettagli e per la diversificazione degli stili.

Con l’avvento del fascismo però la pianificazione urbanistica del quartiere subì un drastico cambiamento. Infatti si cominciarono a costruire abitazioni più simili ai moderni condomini e le cosiddette “case rapide”, alloggi realizzati in fretta, con materiali poveri, per ospitare gli sfollati dal centro città.

Tuttavia tale cambiamento non intaccò la caratteristica fondamentale di questo quartiere, ovvero lo spirito di comunità.

Garbatella, il quartiere attento alle tematiche ambientali

Tra passato e presente la Garbatella ha festeggiato il proprio compleanno con flash mob, passeggiate, concerti e spettacoli. E lo farà ancora per tutto l’anno soffermandosi su tre assi tematici quali cultura, ambiente e scuola.

Proprio nelle scuole si è parlato e si parlerà ancora di ambiente. I ragazzi delle scuole medie hanno ricevuto una bottiglietta plastic-free per stimolare loro alla sostituzione delle bottiglia usa e getta con borracce e bicchieri riciclabili.

I ragazzi degli istituti superiori invece sono stati coinvolti in una campagna rivolta alla riqualificazione tramite l’arte e il linguaggio figurativo. Infatti sono stati selezionati spazi in prossimità delle scuole dove gli stessi ragazzi potranno realizzare murales a tema ambientale.

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