Lorenzo il Magnifico, ambientalista illuminato

Personalità poliedrica, Lorenzo de’ Medici, conosciuto come il Magnifico, fu uno dei più significativi uomini politici del Rinascimento. Signore di Firenze, mecenate, poeta e umanista, nonché abile diplomatico, tanto da essere considerato “l’ago della bilancia” della politica italiana del ‘400.

Nella gloriosa vita di Lorenzo il Magnifico però trovò spazio anche la cura per l’ambiente. Ebbene sì, perché Lorenzo si contraddistinse anche per una coscienza ambientalista tutt’altro che comune per la sua epoca. I suoi interessi spaziarono dall’innato amore per gli animali fino al rispetto per tutto ciò che era naturale.

Per questo motivo Lorenzo fece allestire una fattoria, le Cascine, in cui potersi occupare dei propri animali e dedicarsi alle varie attività produttive.

Le Cascine, la fattoria di Lorenzo il Magnifico

La fattoria venne allestita nel 1477 presso Villa Medici a Poggio a Caiano, vicino Prato, per volere di Lorenzo. Il suo desiderio fu quello di dare una sistemazione definitiva alle terre che i Medici avevano cominciato ad acquistare alcuni decenni prima.

In questo edificio Lorenzo si dedicò all’allevamento di bachi da seta, alla produzione di alimenti come il formaggio e il miele e addirittura alla coltivazione del riso, che nel XV secolo era ancora in fase sperimentale.

Si occupò inoltre dei propri animali quali pesci, daini bianchi, pavoni e conigli. E di una giraffa molto particolare…

Villa Medici a Poggio a Caiano

Il camelopardo, la leggendaria giraffa delle Cascine

La giraffa, chiamata allora “camelopardo”, fu donata a Lorenzo dal sultano d’Egitto nel 1487. Il Magnifico riservò attenzioni amorevoli a questo animale per garantire benessere e longevità. A tale scopo Lorenzo fece costruire stalle speciali nella fattoria, ma nonostante le cure assidue la giraffa morì dopo poco tempo.

Un periodo però sufficiente per restare nella memoria dell’epoca, poiché, come raccontarono i cronisti, l’arrivo della giraffa lasciò a bocca aperta i fiorentini, che non la conoscevano ma la ammirarono in corteo per tutta la città.

La sua presenza sollevò talmente tanta curiosità che dovettero addirittura portarla in giro per i conventi perché la vedessero anche le suore di clausura.

Questo avvenimento ebbe una vasta eco, tanto che il mondo dell’arte ritrasse l’esotico animale in diversi dipinti e affreschi. Uno di questi è l’affresco di Andrea del Sarto e Alessandro Allori, “Tributo a Cesare”, che si trova ancora oggi nella Villa di Poggio a Caiano.

In tale opera a Cesare vengono presentati diversi doni provenienti dai vari Paesi. Il fatto storico rappresentato allude ai doni preziosi ricevuti da Lorenzo da parte del Sultano d’ Egitto, fra i quali proprio la giraffa.

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