Pesce spatola cinese, il primo animale dichiarato estinto del 2020

Sono passati pochi giorni dall’inizio del nuovo anno, ma per quanto riguarda la sopravvivenza delle specie animali sul nostro Pianeta, è stata già dichiarata la prima estinzione del 2020: il pesce spatola cinese (Psephurus gladius).

Si trattava di uno dei più grandi pesci d’acqua dolce al mondo, dato che raggiungeva i 7 metri di lunghezza massima per diverse centinaia di chilogrammi di peso.

La notizia è stata diffusa dalla rivista specializzata Science of The Total Environmental, anche se per l’ufficializzazione bisognerà attendere il prossimo mese di giugno.

Le cause dell’estinzione

Il colossale pesce viveva nel grande fiume Yangtze e in alcuni grandi laghi asiatici.

A causa della caccia indiscriminata, dell’inquinamento, della costruzione di dighe, delle catture accidentali e di altri fattori antropici le popolazioni sono letteralmente crollate nel corso del XX secolo.

Gli avvistamenti si sono fatti sempre più radi a partire dagli anni ’50 del secolo scorso. Per questo motivo le Autorità si sono trovate a dover mettere la specie sotto strettissima tutela a partire dal 1983. Non a caso era classificata come in pericolo critico di estinzione (codice CR) nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Nonostante gli sforzi compiuti per la sua salvaguardia, gli esemplari continuavano a restare vittime delle catture accidentali e non solo.

Un’estinzione già annunciata

Secondo gli scienziati coordinati dal professor Qiwei Wei, ricercatore presso il Laboratorio chiave per la conservazione della biodiversità in acqua dolce (che fa capo al Ministero dell’agricoltura e degli affari rurali della Cina), l’estinzione del pesce spatola cinese si è verificata tra il 2005 e il 2010. L’ultimo esemplare fu avvistato proprio nel 2003, nonostante le intense ricerche dei biologi condotte per anni. Era stato soprannominato il “Panda dello Yangtze” proprio a causa della sua estrema condizione di pericolo.

La costruzione della diga delle Tre Gole nel 2003 tagliò di netto l’areale di riproduzione dell’animale, condannandolo all’inevitabile estinzione.

A nulla è valso l’intervento delle autorità di Pechino, che hanno proibito la pesca commerciale lungo lo Yangtze per dieci anni.

Il pesce spatola cinese era considerato un vero e proprio “fossile vivente”. Infatti si trattava dell’unico esponente assieme al pesce spatola americano di un lignaggio di animali diffuso tra i 34 e i 75 milioni di anni fa.

In quell’area geografica anche altre specie sono a rischio estinzione

Il problema dell’estinzione non riguarda però solo il pesce spatola cinese. Un sondaggio del 2017 ha infatti osservato che altre 332 specie di pesci sono da considerare altamente minacciate e ben 140, storicamente presenti nel bacino, mancavano all’appello.

Dagli anni Cinquanta l’area del fiume Yangtze è stata soggetta a un intenso sviluppo economico. Infatti ha visto sorgere oltre 40 città lungo le sue sponde. Ad oggi, la zona produce il 40% del PIL della Cina, ma a causa di questa crescita l’ecosistema del fiume ha subito stravolgimenti irreversibili.

La scorsa settimana la Cina ha annunciato un divieto di pesca commerciale di 10 anni in oltre 300 zone di conservazione lungo il fiume. Il motivo è il “declino generale” della biodiversità, secondo quanto riferito dal Ministero dell’agricoltura e degli affari rurali alla Xinhua News Agency. Gli sforzi sembrano tuttavia non essere ancora sufficienti.

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