Green Deal: 10 punti per spiegare cos’è e a cosa aspira

Negli ultimi tempi, sempre più spesso si sente parlare di Green Deal. 

Ma di cosa si tratta?

In occasione della presentazione del Green Deal lo scorso 11 dicembre, la Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato:

“Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita – una crescita che restituisce più di quanto prende. Mostra come trasformare il nostro modo di vivere e lavorare, di produrre e consumare, per rendere più sano il nostro stile di vita e più innovative le nostre imprese. Tutti noi possiamo partecipare alla transizione e beneficiare delle opportunità che offre. Muovendoci per primi e rapidamente aiuteremo la nostra economia ad assumere la leadership a livello mondiale. Siamo determinati a fare sì che questa strategia abbia successo per il bene del pianeta e delle sue forme di vita – per il patrimonio naturale europeo, la biodiversità, le nostre foreste e i nostri mari. Mostrando al resto del mondo la nostra capacità di essere sostenibili e competitivi, possiamo convincere altri paesi a muoversi con noi.” 

Il Green Deal è quindi una tabella di marcia che ha l’obiettivo di rendere sostenibile l’economia dell’UE, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti. L’obiettivo è quello di rendere l’europa, entro il 2050, il primo continente a impatto climatico zero. 

Origini del termine

Il termine trova le sue origini nel 1929 quando l’amministrazione democratica di Franklin D. Roosevelt avviò un programma di investimenti per risollevare l’economia americana dopo la “Grande depressione”. Agire velocemente e con determinazione per diminuire le emissioni di gas serra e ridurre la forbice tra benestanti e poveri, aumentata con la crisi del 2008 sono i due scopi che il Green Deal cerca di raggiungere.

La premessa è che lo stato Federale debba ascoltare gli scienziati e gli autori del,rapporto speciale sul cambiamento climatico dell’Intergovernmental panel on climate change, ente consultivo delle Nazioni unite, in cui sono esposte ed enunciate le possibili conseguenze a cui si andrà incontro nel caso di un aumento delle temperature globali di 1,5 gradi centigradi, rispetto ai livelli pre-industriali.

Gli obiettivi prefissati

L’obiettivo del Green New Deal è quello di ridurre le emissioni di CO2 attraverso l’introduzione di nuovi incentivi per le fonti di energie rinnovabili e con conseguente tassazione sull’utilizzo del carbone fossile arrivando così alla c.d. “carbon neutrality” entro 10 anni.

Per concretizzare questi obiettivi e tradurli in atti legislativi, la Commissione presenterà vari atti: entro marzo 2020 proporrà la prima “legge europea sul clima”, la strategia sulla biodiversità per il 2030, la strategia industriale e il piano di azione per l’economia circolare, la strategia “Dal produttore al consumatore” per una politica alimentare sostenibile.

Il piano della Commissione in 10 punti

La tabella di marcia:

1. Europa “neutrale” dal punto di vista climatico entro il 2050

É lo sfondo su cui si muove il Green Deal europeo, l’obiettivo principale. Questo comporterà anche la necessità di aggiornare gli obiettivi al 2030, finalizzati ad aumentare la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 50-55% rispetto ai livelli del 1990 e all’attuale 40%.

Tra gli strumenti pertinenti si evidenziano il sistema per lo scambio di quote di emissioni, compresa l’eventuale estensione del sistema a nuovi settori, e il regolamento sull’utilizzo del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura. La Commissione proporrà di modificare la legge per il clima in unico pacchetto, per aggiornarla di conseguenza entro marzo 2021

2. Mobilitare l’industria per un’economia pulita e circolare

L’economia circolare offre grandi opportunità, ma è necessaria la completa mobilitazione dell’industria. Il Green Deal europeo promuoverà e sosterrà il passaggio dell’economia europea  verso un modello sostenibile di crescita inclusiva attraverso un nuovo piano di azione per l’economia circolare che verrà presentato nel marzo 2020. Verrà in questo modo affrontata la sfida della trasformazione verde e digitale.

Il nuovo quadro politico avrà tra i suoi obiettivi principali quello di stimolare lo sviluppo di mercati guida per la neutralità climatica e i prodotti circolari, all’interno e all’esterno dell’UE.

3. Costruire e ristrutturare in modo efficiente sotto il profilo energetico e delle risorse

L’edilizia è responsabile del 40% del consumo energetico. Interventi di costruzione, ristrutturazione, utilizzo comportano un assorbimento di energia molto significativo. Ad oggi il tasso di ristrutturazione annuo si aggira intorno all’1%. L’obiettivo è quello di raddoppiare tale ritmo per raggiungere gli obiettivi europei in materia di efficienza energetica

4. Obiettivo “inquinamento zero” per un ambiente privo di sostanze tossiche

Per garantire il diritto di salute ai propri cittadini proteggerli e proteggere gli ecosistemi, l’Unione europea metterà in atto strumenti di monitoraggio, segnalazione e controllo per rimediare all’ inquinamento atmosferico, idrico, del suolo e dei prodotti di consumo.

Nel 2021 è prevista l’adozione di un piano d’azione, da parte della Commissione, per l’inquinamento zero di aria, acqua e suolo.

5. Preservare e ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità

L’UE e gli atri soggetti internazionali devono arrestare la perdita di biodiversità. In occasione del vertice ONU, sulla biodiversità, la Commissione presenterà una nuova strategia sulla biodiversità. Tra le nuove misure che verranno messe in campo, particolare attenzione verrà data alle azioni di riforestazione. L’imboschimento e il rimboschimento sostenibili favoriranno infatti l’assorbimento di CO2 promuovendo una bioeconomia circolare.

6. Dal produttore al consumatore”: progettare un sistema alimentare giusto, sano e rispettoso dell’ambiente

La strategia “Farm to fork” mira a un sistema agricolo più verde e sano. Nuove tecnologie, maggiore sensibilizzazione e consapevolezza, scoperte scientifiche non fanno che aumentare la domanda di alimenti sostenibili, a vantaggio di tutti i portatori di interessi. La strategia, che sarà presentata nel marzo 2020 includerà piani per ridurre significativamente l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e antibiotici, analizzando tutte le fasi della catena alimentare.

7. Accelerare la transizione verso una mobilità sostenibile e intelligente

Per raggiungere la neutralità climatica indispensabile è la riduzione delle emissioni prodotte dai trasporti del 90 % entro il 2050 e per farlo occorrerà il contributo del trasporto stradale, ferroviario, aereo e marittimo.  Nel 2021 si punta al raggiungimento di 95g CO2/km, puntando via via a una progressiva diminuzione.

Oltre un milione di punti di ricarica in tutta Europa saranno installati per promuovere la mobilità elettrica e verrà promosso l’utilizzo di carburanti alternativi sostenibili nei settori dell’aviazione, della navigazione e dei trasporti pesanti.

8. Risorse economiche

Le priorità verdi e l’abbandono di sovvenzioni dannose saranno raggiunte attraverso un maggior ricorso a strumenti di bilancio green. A tal fine, le linee guida europee in materia di aiuti di Stato verranno riviste per consentire ai governi nazionali di sostenere in modo diretto gli investimenti nelle energie pulite.
A tal proposito la Commissione propone di istituire un fondo per aiutare nella fase di transizione le Regioni che oggi dipendono maggiormente dai combustibili fossili.

9. Stimolare la ricerca e l’innovazione

Il 35% del bilancio del programma Horizon Europa, finanzierà nuove soluzioni climatiche utili all’attuazione del Green Deal. Si tratta di una sfida al di là delle possibilità dei singoli Stati membri.  L’agenda europea su ricerca e innovazione porrà l’accento sulla sperimentazione e chiamando in causa tutti i settori e le discipline

10. Un’unica azione collettiva

 Il successo del Green Deal potrà essere raggiunto e garantito solo se tutti i cittadini verranno pienamente coinvolti. Cittadini che sono e dovrebbero rimanere il motore della transizione.Entro marzo 2020 la Commissione varerà un patto europeo per il clima che contempla tre modi di coinvolgere il pubblico nell’azione per il clima.

Le informazioni, le sfide e le minacce rappresentate dai cambiamenti climatici e le soluzioni pensate per affrontarle verranno condivise. Verranno allestiti spazi fisici e virtuali per permettere ai cittadini di esprimere le proprie opinioni collaborando sia individualmente che in maniera collettiva. Infine, la Commissione definirà un quadro europeo delle competenze che aiuti a coltivare e valutare conoscenze, abilità e attitudini connesse ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile.

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