Italia, sesto posto per numero di vittime causate da cambiamenti climatici estremi

Il Climate Risk Index 2020, studio annuale ad opera di Germanwatch, calcola in quale misura i Paesi del mondo sono stati colpiti da eventi climatici estremi (tempeste, inondazioni, ondate di calore, ecc.), classificandoli in base alla loro vulnerabilità a tali eventi.

Il rapporto sottolinea inoltre come le condizioni meteorologiche estreme, legate ai cambiamenti climatici, stanno colpendo non solo le Nazioni più povere, come Myanmar o Haiti, ma anche alcuni dei Paesi più ricchi del mondo.

I risultati riflettono i crescenti danni causati dalle ondate di calore, tempeste, inondazioni, che gli scienziati hanno scoperto essere aggravati dai cambiamenti climatici e mostrano chiaramente come paesi ad alto reddito siano colpiti dagli impatti degli eventi climatici estremi.

Quali sono stati i Paesi più colpiti nel 2018

Nel 2018 è stato il Giappone il Paese più colpito da eventi meteorologici estremi, seguito da Filippine, Germania, Madagascar, India, Sri Lanka, Kenya, Rwanda, Canada e Fiji.

Anche l’Italia è stata duramente colpita. Nel rapporto si legge che il Bel Paese si classifica al 21esimo posto nel mondo per impatti da eventi climatici estremi nel 2018. Tale dato tiene conto in particolare delle perdite di milioni di dollari (per persona) per cui l’Italia si classifica all’ottavo posto nel mondo.

Gli ultimi studi e i rapporti dell’Ipcc confermano un collegamento diretto tra il cambiamento climatico e la frequenza e intensità delle ondate di calore, che nell’anno preso in esame sono state la causa di danni più frequente. Di fatto, è stato stimato che in Europa il rischio di ondate di calore è aumentato di 100 volte rispetto allo scorso secolo. Queste ultime possono innescare conseguenze a diversi livelli, sia sulla salute umana che sul territorio, provocando siccità, incendi e persino cicloni.

I dati dal 1999 al 2018

Allargando lo sguardo ai risultati dell’ultimo ventennio 1999-2018, circa 500mila persone sono morte a causa di oltre 12mila eventi meteorologici estremi. In questa statistica l’Italia risulta al 26esimo posto nel mondo, classificandosi al sesto per morti causati da cambiamenti climatici, e 18esimo posto per perdite di milioni di dollari (sempre per persona).

Il Climate Risk Index mostra come il cambiamento climatico abbia tuttavia impatti disastrosi soprattutto per i paesi più poveri”, ha detto David Eckstein, che si è occupato di redarre il rapporto. Tra il 1999 e il 2018 Puerto Rico, Myanmar e Haiti sono stati i paesi più ripetutamente colpiti da fenomeni meteorologici estremi. Secondo il report dell’Ipcc, il numero di giorni di calore estremo andrà ad aumentare soprattutto nella zona tropicale, acuendo i problemi endemici di queste regioni.

Necessità di strumenti finanziari per perdite e danni legati al climate change

Secondo gli autori della ricerca, nonostante gli impatti climatici comincino a causare perdite e danni permanenti in tutto il mondo, non esiste ancora uno specifico strumento finanziario delle Nazioni Unite capace di rimborsare le perdite legate al clima. Finora i Paesi industrializzati si sono rifiutati di negoziare tale strumento ma, per la prima volta, durante la COP25, il sostegno finanziario per le perdite e i danni legati al clima è in cima all’ordine del giorno.

Per i Paesi più poveri e più vulnerabili, questo vertice sul clima riveste quindi la massima importanza, con una pressante richiesta di accordo o almeno il riconoscimento della necessità di un aiuto concreto verso coloro che più sono vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici.

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