Nemo, il pesce pagliaccio rischia l’estinzione

Era il 2003 quando nelle sale dei cinema usciva “Alla ricerca di Nemo” celebre film d’animazione della Pixar. Il protagonista è un piccolo pesce pagliaccio che viene catturato e separato dal suo papà, finendo in un acquario che diventerà poi la sua prigione. Nel mondo reale però, diversi studi confermano che Nemo rischia di scomparire.

Infatti, secondo una nuova ricerca, si conferma che la specie è a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici.

Già diversi anni fa lo avevano rilevato i ricercatori del Center for Biological Diversity, accusando l’acidificazione degli oceani e il riscaldamento globale, e ora lo conferma un team del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (CNRS) che, insieme ad altri scienziati, ha esaminato per oltre 10 anni i pesci pagliaccio che vivono tra i tentacoli degli anemoni di mare nell’isola di Kimbe, al largo della Papua Nuova Guinea orientale.

Cosa è emerso dalla ricerca

La ricerca ha dimostrato che questi pesci non hanno la capacità genetica di adattarsi ai rapidi cambiamenti del loro ambiente, minacciato dal riscaldamento dei mari, dall’inquinamento e dall’intrusione umana, fattori che hanno inciso negativamente anche sui coralli, da cui in parte dipendono per sopravvivere.

Il problema è che il ciclo riproduttivo dei pesci pagliaccio dipende fortemente da un ambiente stabile e benigno. E va da sé che senza riproduzione adeguata, i pesci pagliaccio rischiano l’estinzione, sottoposti a sfide di adattamento ambientale troppo dure.

Ogni anemone ospita un pesce femmina, un maschio sessualmente attivo e altri maschi non sessualmente attivi e che, quando la femmina muore, il maschio diventa femmina e il più grande dei maschi non sessualmente attivi diventa attivo. Ma se intervengono limitazioni nell’ambiente circostante, il pesce pagliaccio non possiede il corredo genetico che gli permette di mutare questo ciclo riproduttivo, rischia così di estinguersi.

Una discendenza legata più all’ambiente di qualità che al corredo genetico

I ricercatori hanno infatti scoperto, tramite un enorme sforzo di campionamento e sequenziamento del DNA, che le grandi famiglie di pesci pagliaccio, vissute per molte generazioni, erano legate ad habitat di alta qualità, piuttosto che a geni condivisi.

In definitiva, l’adattamento genetico sembra non essere in grado di proteggere il pesce pagliaccio dagli effetti dei cambiamenti climatici sul suo habitat e questo significa che potrebbe estinguersi completamente. Soprattutto se anche gli anemoni, da cui dipende il 50% della loro sopravvivenza visto che vivono spesso in simbiosi, dovessero risentire sempre più negativamente dei cambiamenti, come di fatto sta già accadendo.

Il pesce pagliaccio quindi rischia di perdere la capacità di riprodursi, a meno che non si evolva e riesca ad adattarsi ai mutamenti dell’ambiente in cui vive.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *