Trento città più green d’Italia per Ecosistema Urbano 2019

Per la prima volta Trento è stata nominata città più green d’Italia. Secondo la classifica Ecosistema Urbano 2019, stilata da Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, il capoluogo trentino si avvicina al modello di città vivibile per eccellenza, con un punteggio di 81.2 punti su 100.

La classifica è stata compilata tenendo in considerazione 18 indicatori che coprono 5 macro categorie quali rete idrica, qualità dell’aria, mobilità, ambiente e rifiuti. Gli indicatori spaziano dal numero di alberi all’offerta del trasporto pubblico, dalla concentrazione di Pm10 nell’aria alla dispersione della rete idrica, fino allo spazio occupato dalle piste ciclabili.

Oltre a Trento, sul podio ci sono anche Mantova e Bolzano. Nella prima metà della classifica si trovano grandi città come Bologna (13°), Firenze (24°) e Milano (32°). Nella parte bassa invece troviamo Napoli (84°), Bari (87°), Torino (88°), Roma (89°) e Palermo (100°), su cui pesano fattori come il traffico, i rifiuti e l’acqua.

Ultimo posto occupato da Catania (102°), mentre Siracusa e Vibo Valentia restano fuori dalla graduatoria per insufficienza di dati forniti.

Dall’analisi dei dati emerge “un’Italia dinamica, attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, all’impegno contro lo spreco alimentare, alla crescita degli spazi naturali“.

Ma una visione d’insieme delle aree urbane certifica ancora “emergenze, criticità e troppe performance ambientali scadenti o pessime, a cominciare dall’allarme smog o dal ciclo dei rifiuti”.

Il primato di Trento: cosa funziona, cosa non funziona

A far trionfare Trento hanno contribuito soprattutto il miglioramento nella qualità dell’aria, l’utilizzo di trasporti pubblici e l’attenzione alla mobilità ciclabile. Secondo la nota di Legambiente “Trento deve il suo balzo in testa alla graduatoria principalmente al miglioramento registrato nei tre parametri della qualità dell’aria a una leggera crescita dei viaggi degli abitanti sul trasporto pubblico e all’aumento dell’attenzione alla mobilità ciclabile“.

Il successo è determinato dunque da una serie di dati storicamente positivi (raccolta differenziata e acqua) e da un miglioramento degli storici punti deboli (qualità dell’aria).

Ma per quanto riguarda le polveri sottili Trento rimane ancora in fondo alla classifica, mentre i dati inerenti alle PM10 e ai giorni di superamento della soglia di ozono sono migliorati negli anni. Proprio grazie a questo miglioramento però Trento ha raggiunto la vetta della classifica.

Un altro tasto dolente coinvolge il consumo idrico domestico, che si attesta a 150 litri al giorno per abitante, più della media italiana. Altre criticità riguardano l’eccessivo utilizzo dell’auto, con un tasso di motorizzazione ancora molto alto, e la produzione di rifiuti che invece è aumentata rispetto allo scorso anno. Fortunatamente però la raccolta differenziata funziona: l’81,2% dei rifiuti prodotti infatti viene differenziato.

La fotografia dell’Italia attraverso Ecosistema Urbano

Mirko Laurenti, responsabile di Ecosistema Urbano di Legambiente, ha spiegato che “guardando all’Italia di Ecosistema Urbano, che esamina oltre 30mila dati raccolti attraverso questionari inviati da Legambiente ai 104 comuni, emerge un Paese fatto di grandi questioni urbane non risolte – traffico, smog, perdite di rete idrica, produzione rifiuti – ma anche un’Italia che cerca di reagire. Lo dicono in qualche caso i nostri numeri, continua a crescere e a diffondersi, anche al Sud, ad esempio, la raccolta differenziata dei rifiuti, ma lo si vede più spesso analizzando le buone pratiche urbane. La sfida è proiettare le nostre città nel futuro, ragionandone a livello complessivo per costruire realtà sostenibili, funzionali e funzionanti. Bisogna considerare la civitas con l’uomo e l’ambiente al centro per innescare in modo strutturale quei cambiamenti capaci di guardare al futuro e che oggi si vedono solo a macchia di leopardo, spesso per iniziative di singoli cittadini, comitati o associazioni”.

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