Olimpiadi, Milano-Cortina come Tokyo? L’idea delle medaglie create dai metalli di scarto

Sono passati quattro mesi esatti dall’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 alle città di Milano e di Cortina d’Ampezzo. Mentre fervono i preparativi per un Olimpiade che manca all’Italia dal 2006, quando i giochi invernali si tennero a Torino, arrivano le prime proposte verso una manifestazione che dovrà per forza di cose puntare sulla sostenibilità ambientale. Una di queste è arrivata nei giorni scorsi da Massimo De Rosa, consigliere lombardo del M5S, che ha deciso di depositare in Consiglio regionale una mozione attraverso la quale chiede al governatore Attilio Fontana e alla sua Giunta di utilizzare metalli di recupero per coniare le 175 medaglie assegnate in tutte le competizioni delle Olimpiadi 2026 e delle Paralimpiadi 2026. In parole povere trasformare rifiuti in medaglie.

L’esempio delle Olimpiadi di Tokyo 2020

Le Olimpiadi estive che si svolgeranno il prossimo anno a Tokyo hanno fatto da apripista in questo senso e dunque Milano-Cortina potranno prendere ispirazione da quanto fatto in terra nipponica. Infatti ad inizio 2017 il governo annunciò che le Olimpiadi 2020 sarebbero state le prime della storia nelle quali sarebbero state assegnate medaglie create esclusivamente con materiali riciclati.

Ma quali materiali saranno utilizzati per forgiare le medaglie delle prossime Olimpiadi? Tutti quei metalli che possono essere recuperati da dispositivi elettronici comuni (es. smartphone, televisori, pc, macchinette fotografiche). Successivamente all’annuncio del governo, in due anni esatti il governo ha permesso la raccolta di ben 80mila tonnellate di scarti. Il tutto grazie all’aiuto di un brand della telefonia mobile importantissimo come Ntt Docomo e ad opere di coinvolgimento, sensibilizzazione e soprattutto raccolta in supermercati, negozi di elettronica e scuole. I risultati finali sono stati impressionanti: andando nel dettaglio, sono stati raccolti 32 chili di oro, 3.500 chili di argento e 2.200 chili di bronzo. Ciò ha permesso la realizzazione di tutte le medaglie dell’Olimpiade giapponese.

Come si legge in un articolo de Il Mattino, il progetto di De Rosa sarebbe ancora più ambizioso: “I concetti dell’economia circolare devono essere applicati alle Olimpiadi. Proseguire sulla strada tracciata dagli eventi olimpici che precederanno l’appuntamento di Milano e Cortina sarebbe un segnale fondamentale per badire il nostro impegno verso un futuro sostenibile. Per questo vorrei spingermi anche oltre. Se a Tokyo solo le medaglie saranno ottenute da materiale riciclato, perché non far sì che a Milano-Cortina anche i nastri al collo degli atleti possano essere ottenuti con l’economia circolare?“. Per farlo servirà l’ok del governatore Fontana e del comitato olimpico, ma l’impressione è che ci siano tutti i presupposti per portare avanti un’idea di questo tipo. Come detto, all’esempio di Tokyo va data continuità e l’Olimpiade italiana ha tutte le carte in regola ed il tempo necessario per farlo nel migliore dei modi.

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