Smog: dal fumo di Londra al pacchetto “Aria Pulita”

Dall’origine del termine alla normativa vigente sulla qualità dell’aria in Europa

Da dove nasce il termine “SMOG”? Deriva dalla contrazione dei termini inglesi smoke” (fumo) e “fog” (nebbia) ed il nome è stato creato proprio per descrivere l’atmosfera londinese.

Lo smog nella storia

Siamo nel 1952 quando nella città si verificò un fenomeno inconsueto. Le temperature, quel giorno erano molto più basse del solito, ma i londinesi, abituati alla nebbia e alla fuliggine non notarono, inizialmente, grandi differenze. Non si trattava, in realtà, di “nebbia” ma di tonnellate di diossido di zolfo prodotto dall’utilizzo del carbone, bruciato in quantità più grandi, proprio a causa del freddo intenso di quei giorni.

Si verificò la cosiddetta “inversione termica” : l’aria fredda rimase intrappolata al suolo e quando le particelle di zolfo entrarono a contatto con l’umidità dell’aria si innescò una pioggia acida, invisibile, inodore, ma letale. Il fenomeno della nebbia consistente, il “great smog”, non destò subito allarmismo o preoccupazione.

Ciò che emerse in seguito, invece, è che si trattò di uno dei disastri ambientali più gravi di quel periodo. Si contano 4000 londinesi morti per asfissia e 8000 per le gravi infezioni polmonari contratte in quei giorni.

Le proporzioni della tragedia emersero solo a distanza di molti anni e a seguito della divulgazione dei primi sconcertanti dati sul tasso di mortalità registrato nel mese di dicembre.

In vista di ciò, nel 1956, il Parlamento britannico approvò il

Clean Air Act

che cercò di creare una normativa che in qualche modo andasse a prevenire eventuali fenomeni futuri simili a quelli che si erano verificati. L’atto proibiva infatti l’uso del carbone nelle abitazioni domestiche e indicò delle soglie minime riguardanti l’immissione di gas tossici nell’aria.

Fu un passaggio fondamentale in quanto una risorsa come il carbone, simbolo della rivoluzione industriale era diventato un pericoloso nemico per la salute umana e per la salvaguardia ambientale.

La qualità dell’aria oggi

La qualità dell’aria in Europa, negli ultimi anni, è sicuramente migliorata. L’inquinamento atmosferico, però, continua ad essere il principale responsabile di circa 400.000 morti premature in tutto il territorio dell’unione.

La normativa in materia di qualità dell’aria degli Stati membri non sempre è conforme alle direttive europee e i livelli di inquinamento registrati. Spesso accade che le modalità di applicazione, si diversifichino fortemente da Stato a Stato, anche a fronte di un’unica normativa uniforme in seno all’Unione europea.

Per quanto riguarda la disciplina in vigore, le direttive sulla qualità dell’aria del 2004 e del 2008 stabiliscono valori-limite per quelle sostanze che sono considerate come inquinanti per l’atmosfera. Nonostante ciò, su 28 Stati membri, 20 ancora non rientrano delle soglie minime concordate.

Aria pulita per l’Europa

Nel 2013, la Commissione europea ha adottato il pacchetto «Aria pulita per l’Europa», con lo scopo di definire gli obiettivi da raggiungere entro il 2030. Inoltre, nel pacchetto sono state avanzate proposte per una revisione della direttiva relativa ai limiti nazionali di emissione e a una nuova direttiva volta a ridurre l’inquinamento originato da impianti di combustione di medie dimensioni.

«Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti»

Le misure necessarie per ridurre l’inquinamento atmosferico sono state ulteriormente semplificate. La cooperazione svolge un ruolo fondamentale per creare una rete di impegno diffuso tra Stati e autorità interessate.

«L’Europa è una corda con tanti fili

che può funzionare solo

se tiriamo tutti insieme nella stessa direzione»

Presidente Juncker – discorso del 2016 sullo stato dell’Unione

I tre pilastri portanti

Le politiche dell’UE in questo ambito poggiano su tre pilastri portanti: le norme relative alla qualità dell’aria, gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni e le norme in materia di emissioni per le maggiori fonti di inquinamento.

Nonostante l’attuale normativa e la politica antinquinamento dell’Unione Europea ha migliorato molto la qualità dell’aria e ridotto notevolmente l’inquinamento atmosferico, le azioni degli Stati e dei singoli cittadini non possono fermarsi qui. L’utilizzo di fonti rinnovabili e il declino dell’utilizzo di combustibili solidi come il carbone, aiutano, ma non bastano. È necessario fare di più sia per salvaguardare la salute umana che l’ambiente. 

Per avere più informazioni e consultare i dati forniti a livello europeo consulta il sito: https://ec.europa.eu/environment/air/cleaner_air/#action

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