Broken Nature: il design incontra l’ambiente

Sarà aperta fino al 1° settembre 2019 la ventiduesima esposizione internazionale della Triennale di Milano intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival.  

Fondata nel 1923 a Monza per ospitare la prima Biennale delle arti decorative dell’Istituto superiore per le industrie artistiche (ISIA), dieci anni dopo fu spostata nell’attuale sede del Palazzo dell’Arte di Milano, costruito per volere di Antonio Bernocchi, imprenditore dell’industria tessile e mecenate. Dal momento della sua nascita, la Triennale ha come scopo l’unità delle diverse forme d’arte.

Stefano Boeri, architetto e presidente della Triennale di Milano, in merito a quest’edizione ha dichiarato che:

La XXII Triennale di Milano pone un interrogativo quanto mai urgente: come possiamo restituire alla sfera naturale quanto in questi secoli, e in particolare negli ultimi decenni, le è stato sottratto? Con questa edizione dell’Esposizione Internazionale, la Triennale ribadisce la propria volontà di riprendere la tradizione di questa manifestazione connettendola ad alcuni dei grandi temi della nostra contemporaneità, aprendo la riflessione non solo alla comunità internazionale del design e dell’architettura, ma anche a tutti i cittadini che nei prossimi mesi verranno a vistarla.

Questa esposizione internazionale si costituisce di quattro sezioni:

  1. mostra tematica Broken Nature: Design Takes on Human Survival;
  2. installazione The Great Animal Orchestra;
  3. mostra divulgativo-scientifica La Nazione delle Piante;
  4. ventuno padiglioni per la partecipazione di paesi stranieri, più uno dedicato all’Italia.

La mostra tematica Broken Nature: Design Takes on Human Survival

La mostra, che dà il nome all’esposizione, curata dalla designer e architetto Paola Antonelli, si propone di ricercare i legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale che li circonda. L’esposizione vuole evidenziare quanto sia indispensabile concepire nuovi equilibri che siano essenziali alla sopravvivenza, mirando a tre obiettivi:

  • che i visitatori possano carpire delle idee utili per la quotidianità;
  • far comprendere quanto sia articolato il sistema in cui viviamo;
  • rendere sensibili coloro che visitano la mostra e coloro che gli stanno intorno.

Alcuni lavori sono stati commissionati per l’occasione a personalità di fama internazionale come Sigil Collective, un collettivo con sede a Beirut e New York che con Birdsong cerca di scoprire i cambiamenti del paesaggio arabo; Formafantasma, un duo di designer, con Our Streams vuole trovare un modo con cui il design può essere utilizzato nel sistema del flusso dei rifiuti; Accurat, un laboratorio di progettazione e sviluppo dati, ha realizzato l’installazione The Room of Change che ci  mostra i cambiamenti del passato, presente e futuro del nostro ambiente; l’architetto e designer Neri Oxman insieme al suo studio The Mediated Matter Group ha realizzato l’installazione Totems, la quale analizza come il digital design e le tecnologie costruttive possano essere degli intermediari tra gli uomini e paesaggio.

L’installazione The Great Animal Orchestra

È stata realizzata dal musicista Bernie Krause e dallo studio United Visual Artists (UVA) nel 2016: il musicista americano ha registrato più di 5000 ore di habitat naturali mentre lo studio UVA ha tradotto le registrazioni visualmente. Nel video realizzato dai documentaristi Raymond Depardon e Claudine Nougaret, l’esperto di paesaggi sonori illustra come la biodiversità si stia alterando negli ultimi decenni.

La mostra divulgativo-scientifica La Nazione delle Piante

Curata dal neurobiologo vegetale Stefano Mancuso e con la supervisione artistica del produttore olimpico e direttore artistico Marco Balich. Questa sezione prende le mosse dalla tesi secondo cui bisogna utilizzare le piante non solo per ciò di cui abbiamo bisogno ma per quello che ci possono insegnarci: secondo gli ultimi studi le piante hanno dei propri sensi, hanno memoria e riescono a comunicare tra di loro, pertanto possono essere considerate come organismi intelligenti.

Le partecipazioni internazionali

Inoltre, sono presenti ventuno paesi stranieri, suddivisi in altrettanti padiglioni, che danno la loro soluzione al problema dell’emergenza ambientale e la loro visione del design ricostituente. Partecipano: Algeria, Australia, Austria, Cina, Cuba, Finlandia, Francia, Germania, Haiti, Libano, Lituania, Myanmar, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Sri Lanka, Stati Uniti, Tunisia.

Informazioni utili

Triennale Milano

Palazzo dell’Arte

Viale Alemagna 6, 20121 Milano

Orari: martedì – domenica 10 – 19

Biglietti:

Intero €18.00

Studenti (di ogni ordine e grado purché in possesso di un’attestazione) €14.00

Under 26 €14.00

Over 65 €14.00

Disabile (visitatore con disabilità al 100% o indennità di accompagnamento, cieco assoluto o parziale, persona sorda) €14.00

Repower (dipendenti e clienti Repower e loro accompagnatori, previa presentazione di badge, card palina o altro documento) €14.00

ATM (dipendenti e funzionari ATM e possessori Abbonamento Annuale ATM con Carta Club ATM o ricevuta acquisto) €13.00

Giornalista Ingresso gratuito

Giovani fino ai 16 anni ingresso gratuito

Amici della Triennale Ingresso gratuito

ICOM Ingresso gratuito

Abbonamento Musei Lombardia Ingresso gratuito

M-ID Card Ingresso gratuito

Accompagnatore gruppi Ingresso gratuito

Accompagnatore disabile (previsto quando il disabile ha il 100% invalidità o indennità di accompagnamento, è non vedente, assoluto o parziale, o non udente) Ingresso gratuito

Autobus:

61 (Triennale)

Metro:

1, 2 (Cadorna – Triennale)

Treno:
Milano Cadorna

BikeMi:

Stazione 33

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