Lucciole, uno spettacolo che può diventare sempre più raro

La lucciola è una specie molto nota dell’ordine dei Coleotteri e facente parte della famiglia dei Lampiridi. Le lucciole sono per la maggior parte alate: una caratteristica, questa, che le differenzia da altri insetti luminescenti della stessa famiglia.

Possono vivere in ambienti caldi e temperati ma preferiscono territori più umidi come quelli dell’Asia. Nelle zone secche scelgono luoghi dove acqua e piogge sono assicurate per godere dell’umidità.

La loro presenza è molto marcata durante il periodo estivo, che rendono magico grazie alla luce che emanano.

Tale spettacolo però rischia di scomparire a causa di diversi fattori di origine antropica.

Infatti l’associazione Pro Natura ha deciso di sceglierla come animale dell’anno 2019, con l’obiettivo di attirare e sensibilizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione della specie.

Perché le lucciole emettono luce?

La luce delle lucciole è legata alle necessità riproduttive dell’insetto: infatti, gli insetti si attirano nel buio per accoppiarsi nei mesi estivi.

Il tipo di luce prodotta dalle lucciole è di tipo freddo e ha bassa dispersione di energia. La fase larvale può durare anche anni e gli adulti vivono il tempo necessario per riprodursi. Visto che vivono poco, alcune femmine non sviluppano nemmeno le ali.

La bioluminescenza è generata dalla combinazione tra un enzima del sangue (la luciferasi), una proteina (la luciferina), l’ossigeno e un acido naturale, l’adenosintrifosfato, che negli organismi viventi ha la capacità di convertire gli zuccheri e i grassi in energia. Questa, in presenza della luciferasi, della luciferina e dell’ossigeno si trasforma in luce. Queste sostanze si trovano in una parte dell’addome, attraversata da minuscoli canali aerei, tra due pareti: quella anteriore è fatta di chitina, sostanza trasparente, quella posteriore ha forma parabolica e, grazie alla presenza di microcristalli, ha funzione riflettente.

Per quale motivo stanno diminuendo le lucciole?

Questi insetti sono molto delicati ai cambiamenti e riusciamo a vederli nei campi solo se l’ambiente è pulito e sano.

La sopravvivenza delle lucciole infatti dipende da molti fattori, climatici e ambientali, che negli ultimi anni sono stati abusati per mano dell’uomo. Basti pensare all’uso spropositato di pesticidi e insetticidi in agricoltura o alla sempre più elevata cementificazione del territorio.

Anche l’inquinamento luminoso ha compromesso la presenza di questi piccoli insetti, perché le luci artificiali confondono le lucciole che non riescono a riprodursi.

In Malesia e Thailandia invece a causa della deforestazione si è assistito al dimezzamento della popolazione delle lucciole.

Inoltre i continui e repentini cambiamenti climatici contribuiscono alla sparizione di questo piccolo insetto.

Lucciole come indicatori ambientali

La lucciola, come altre specie, è un ottimo bioindicatore di qualità ambientale e ci fornisce informazioni importantissime sulla salute degli ecosistemi.

Sono proprio loro infatti a segnalarci se un ambiente è “pulito” e libero da veleni.

Quindi sappiate e ricordate che là dove si vedono le lucciole vi garanzia di un ambiente sano, senza veleni o pesticidi. E basta poco per favorire il loro ritorno: diminuire le fonti esterne di luce artificiale e di conseguenza l’inquinamento luminoso, non utilizzare pesticidi, fitofarmaci e altri veleni, incrementare gli orti biologici, ampliare le aree verdi, creare i prati delle lucciole per dare la possibilità a questi speciali coleotteri di riprodursi e continuare così il ciclo della vita.

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