Il modello Forest Green Rovers, la squadra di calcio più ecosostenibile del mondo

Alzi la mano chi conosce il Forest Green Rovers. Appassionati di calcio inglese a parte, ovviamente. L’esito di questo pseudo sondaggio virtuale avrà, probabilmente un esito scontato. Eppure la storia di questo piccolo e semi sconosciuto club di quarta serie inglese sta attirando sempre più le attenzioni dei media britannici ed europei, non per meriti sportivi ma per la sua straordinaria unicità in ambito green. E merita di essere raccontato. 

Il Forest Green Rovers è una società calcistica fondata nel lontanissimo 1889 con sede a Nailsworth, nel Gloucestershire. Attualmente milita nella Football League Two, la quarta divisione del campionato inglese, ultima serie del settore professionistico. Per gli appassionati di statistiche ed amanti delle piccole realtà calcistiche va detto che la prima storica promozione in League Two nel  2017, ha fatto sì che Nailsworth diventasse la più piccola città nella storia del calcio inglese ad ospitare una squadra di questa serie. Dopo questa brevissima introduzione “calcistica”, ora però parliamo delle particolarità green del club. 

Il progetto ecosostenibile del Forest Green Rovers, la prima squadra a emissioni zero

Il Forest Green Rovers rispetta l’ambiente in ogni azione che svolge dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Poco meno di un anno fa è stato certificato dall’Onu come prima squadra di calcio a emissioni zero. Contestualmente il club ha deciso di aderire al Climate Neutral Now, iniziativa della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, mentre nell’aprile di quest’anno il presidente del club Dale Vince ha ricevuto un ruolo ufficiale all’Onu. Lo stesso Vince, successivamente, ha lanciato l’iniziativa Sports for Climate Action, sempre nel programma delle Nazioni Unite. 

Ma cosa fa il Forest Green Rovers e perché sta avendo tutto questo successo? La risposta è molto semplice: il club rispetta alcuni tra i più importanti criteri di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente. In primis sfrutta energie rinnovabili, utilizzate per la produzione di energia elettrica per l’illuminazione dello stadio, e per il riscaldamento o il raffreddamento ad aria e acqua. Inoltre il manto erboso del The New Lane, lo stadio del club, è organico. Ma non finisce qui: ai calciatori, allo staff tecnico e medico e perfino ai tifosi viene offerta un’alimentazione vegana. Tutto ciò fa del Forest Green Rovers la squadra più verde del mondo. 

L’accordo con Candriam: quando un progetto ecosostenibile porta appeal ed introiti

La crescita del Forest Green Rovers a livello mediatico in appena dodici mesi, ha fatto sì che grandi brand e multinazionali si interessassero al progetto. È notizia di questi giorni l’accordo con Candriam, società di gestione patrimoniale panaeuropea con sede in Lussemburgo. Una partnership con il club di Nailsworth che prevederà l’organizzazione di eventi per i clienti presso il club e la pubblicità a bordocampo.

A tal proposito, Naim Abou-Jaoundè, ceo di Candriam, ha commentato così l’accordo: “Siamo davvero impressionati dal successo del club, che rappresenta un esempio per le squadre più grandi. Questa sponsorizzazione è l’espressione della nostra strategia volta a sostenere iniziative sostenibili che possono avere un impatto genuino a livello comune”. 

Il modello Forest Green e i club italiani: il Cagliari è la prima squadra di Serie A “plastic free” 

È replicabile in Italia un progetto ecosostenibile a 360 gradi come quello del Forest Green Rovers? Probabilmente sì, ma spesso ai club italiani, professionistici e non, manca quel coraggio e anche quella voglia di osare e di spostare il tiro verso la salvaguardia dell’ambiente. Eppure qualcosa si muove. Il Cagliari Calcio, dallo scorso 11 maggio ha deciso di bandire tutti i bicchieri in plastica alla Sardegna Arena e allo stesso tempo di sostituirli con bicchieri in PLA, un materiale che ha la stessa consistenza della plastica ma che ha come specificità quella di essere totalmente biodegradabile.

Considerando che in ogni partita nell’impianto sardo vengono utilizzati mediamente 4000 bicchieri, la strategia risulterà essere molto impattante. Inoltre nell’area Hospitality e negli Sky Box saranno utilizzati piatti e posate bio. Il club sardo ha anche promosso la campagna #ilnostroimpegno, al fianco di Legambiente e Ichnusa, che punta a ripulire le aree dell’isola deturpate dai rifiuti e collegata alla campagna “Un mare da salvare-Ocean Rescue”, indetta da Sky. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *