Biodiversità, una giornata da ascoltare per garantire il futuro

Il 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità. Con il termine si intende la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra. La diversità biologica si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi. Si tratta di una varietà incredibile di organismi, esseri piccolissimi, piante, animali ed ecosistemi legati l’uno all’altro, per questo tutti indispensabili.

Nonostante tutto, anche noi facciamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che ci offre. Grazie ad essa la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana. Inoltre, alcuni ambienti sono particolarmente ricchi di biodiversità. Ad esempio, le barriere coralline, le foreste tropicali e gli estuari dei fiumi ospitano circa la metà degli essere viventi del Pianeta, anche se ricoprono solo il 6% della superficie terrestre.

La biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. Per questo motivo, l’uomo non ha il diritto di estinguere specie viventi. Invece ha il dovere di preservare l’ambiente e le risorse della Terra per le generazioni future.

La ricorrenza è stata istituita nel 2000 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per celebrare l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica. Il trattato internazionale fu sottoscritto a Nairobi, in Kenya, nel 1992 da 196 paesi, al fine di tutelare la diversità biologica.

Non si tratta di una ricorrenza priva di significato: oggi si registra un continuo declino della biodiversità in tutte le zone del mondo.

La biodiversità nel mondo

Gli scienziati non si sono ancora fatti una chiara idea di quante specie esistano sulla faccia della Terra. Diversi studi riportano che il numero delle specie viventi sul pianeta possa variare da 4 a 100 milioni. Tuttavia, solo una parte di esse (da 1,5 a 1,8 milioni), è attualmente conosciuta. Si ritiene che molte specie vegetali e animali di ambienti tropicali o marini non siano mai state osservate, per non parlare degli invertebrati e dei funghi. Inoltre, meno dell’1% dei batteri è stato catalogato! Il pianeta Terra, quindi, almeno per gli aspetti della biodiversità, resta in gran parte sconosciuto.


Intanto, la biodiversità continua a perdere pezzi. Infatti si stima che ogni giorno scompaiano circa 50 specie viventi. L’estinzione è un fatto naturale, che si è sempre verificato nella storia della Terra. Mediamente, una specie vive un milione di anni.

Attualmente, il problema è che la biodiversità si riduce a un ritmo da 100 a 1000 volte più elevato rispetto al ritmo ‘naturale’. Questo fa ritenere che siamo di fronte a un’estinzione delle specie superiore a quella che la Terra ha vissuto negli ultimi 65 milioni di anni, persino maggiore a quella che ha segnato la fine dei dinosauri.

Recentemente, l’Onu ha lanciato un allarme: circa un milione di specie animali e vegetali presenti sulla terra sono a rischio di estinzione, di cui molti nei prossimi decenni. I dati provengono dall’ultimo Rapporto Ipbes, la piattaforma intergovernativa per la scienza e la politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici.

Può essere considerato il rapporto più esaustivo e schiacciante mai compilato al mondo sullo stato della natura. Nella compilazione si sono cimentati 145 ricercatori provenienti da 50 paesi, affiancati da altri 310 collaboratori, nel periodo degli ultimi tre anni.

Biodiversità in Italia

L’Italia è tra i Paesi europei più ricchi di biodiversità. Ciò si deve a una favorevole posizione geografica e a una grande varietà geologica, climatica e vegetazionale. Gli indicatori presenti nell’Annuario dei dati ambientali di ISPRA consentono di delinearne le principali caratteristiche.

La fauna italiana è stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 specie di Invertebrati, in buona parte appartenenti alla classe degli insetti, e 1.258 Vertebrati. Dati di maggior dettaglio relativi a questi ultimi evidenziano anche tassi significativi di endemismo, cioè di specie presenti esclusivamente in territori ristretti, particolarmente per gli Anfibi (31,8%) e i Pesci Ossei di acqua dolce (18,3%).

Anche la flora italiana presenta una grande ricchezza. La numerosità di muschi e licheni è una delle più ricche d’Europa, mentre le piante superiori comprendono 6.711 specie, ovvero 144 Pteridofite, 39 Gimnosperme e 6.528 Angiosperme, con un contingente di specie endemiche che ammonta a oltre il 15%. L’Italia è anche particolarmente ricca di foreste, in graduale e continua espansione. Da 8.675.100 ettari del 1985 si è passati a 10.987.805 ettari del 2013, con un incremento pari al 26,7%.

Questa ricca biodiversità è però seriamente minacciata e rischia di essere irrimediabilmente perduta.

Cause della perdita di biodiversità

Le cause principali dell’alterazione della diversità biologica della Terra sono legate all’intervento indiscriminato dell’uomo, che ha alterato profondamente l’ambiente in cui viviamo.

I cambiamenti climatici

Le modifiche del clima hanno un impatto notevole sugli equilibri degli ecosistemi, delle foreste, delle zone umide, sulla disponibilità di acqua e sulla produzione di cibo. Quindi oltre a produrre un grave stress per l’ambiente, costretto ad adattarsi a repentini incrementi della temperatura, è causa di grossi danni all’economia mondiale. Per questo non si può ignorare come i cambiamenti climatici contribuiranno nei prossimi anni all’insicurezza alimentare di milioni di persone.

La perdita e la frammentazione degli habitat e il cambiamento d’uso dei terreni

Una delle principali minacce per il mantenimento della biodiversità mondiale è proprio l‘alterazione degli habitat. Infatti la frammentazione di questi può portare la perdita di biodiversità, in quanto questa rende difficile l’adeguarsi per le specie che vi vivono. Di conseguenza le popolazioni diventano maggiormente vulnerabili alle estinzioni locali, poiché la variabilità genetica diviene minore, così come vengono limitati gli spostamenti di immigrazione ed emigrazione.

Il sovrasfruttamento e l’uso non sostenibile delle risorse naturali

Conservare la biodiversità vuol dire anche usare in maniera sostenibile ciò di cui disponiamo. Dobbiamo quindi ripensare una nuova strategia largamente accettata che punti all’uso sostenibile delle risorse del pianeta Terra.

Le fonti inquinanti

Le fonti inquinanti interferiscono con il naturale funzionamento degli ecosistemi alterandone i cicli biogeochimici. Ciò può causare direttamente o indirettamente perdita di diversità vegetale e animale. Tra le fonti troviamo non solo le industrie e gli scarichi civili. Anche le attività agricole che, impiegando insetticidi, pesticidi e diserbanti, alterano profondamente i suoli. Un esempio? A causa dei pesticidi c’è stato un drastico calo nelle popolazioni di api, con perdite che sono arrivate a toccare anche il 40% negli Stati Uniti.

L’introduzione di specie aliene

L’introduzione in un territorio di specie aliene o alloctone, ovvero di specie che sono originarie di altre aree geografiche, può avvenire in vari modi. Tra questi abbiamo i canali di comunicazione, attraverso le acque di zavorra delle navi, ma anche volontariamente, tramite caccia o il commercio. Ma qualsiasi siano le cause, il risultato è sempre pericoloso, in quanto può portare alla competizione per le risorse alimentari, a fenomeni di predazione, alla diffusione di malattie.

Come possiamo aiutare la biodiversità?

Ogni nostra azione quotidiana e gli acquisti che facciamo hanno un effetto sulla biodiversità.

Ad esempio, tra le scelte utili all’ambiente e alla biodiversità abbiamo l’acquisto di alimenti stagionali, prodotti localmente e possibilmente biologici e la riduzione del consumo di carne. In Italia il consumo di carne rossa pro-capite è di 62 kg di carne (oltre ai 30 kg di altri tipi di carne).

Maggiore attenzione dovrebbe essere prestata ai consumi di energia e acqua, alla propria impronta di carbonio, e alla produzione di rifiuti.

Infine, è utile che ognuno di noi sia informato sulla crisi della biodiversità e dei servizi ecosistemici. Aderire a campagne di sensibilizzazione o scegliere di fare un’esperienza (ad esempio durante un periodo di vacanza) di volontariato a favore di specie animali protette o a rischio di estinzione, potrebbe unire l’utile al dilettevole.

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