RAEE, i rifiuti Fenice: se Tv, cellulari e frigoriferi tornano a nuova vita

I RAEE sono, senza dubbio, i rifiuti più caratterizzanti dei nostri giorni. In casa, tutti abbiamo frigoriferi, lavastoviglie, PC, televisori, stampanti, cellulari, lampadine e chi più ne ha, più ne metta. Si tratta di dispositivi che appartengono alla famiglia dei RAEE (in inglese, Weee, Waste electrical and electronic equipment), i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, ossia tutti quei congegni che per funzionare hanno bisogno dell’energia elettrica.

È dunque logico, che, una volta arrivati a fine vita, perché rotti o da sostituire, non possono essere gettati nel cassonetto, ma devono essere smaltiti secondo procedure particolari, in modo ambientalmente ed economicamente sostenibile.

RAEE = rifiuto

I RAEE, sono quindi rifiuti, termine che per legge (decreto legislativo 22 del 1997, meglio noto come “legge Ronchi”)  viene definito come “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi.” Un grande cambiamento poiché bisogna considerare che alla fine degli anni ’90, non esisteva nessun tipo di filiera del riciclo. I materiali, come quello dei frigoriferi, dei forni, come anche le lavatrici e lavastoviglie, erano gestiti come “rottame ferroso” al pari delle carcasse delle auto.

Negli ultimi anni,  la produzione di RAEE è aumentata più del 5% (solo in Italia).

L’era del consumismo ha lasciato spazio alla società dei rifiuti. L’utente, non fa in tempo a consumare un elettrodomestico, che questo già è destinato ad essere un rifiuto. 

Si parla in questo caso di obsolescenza programmata, un concetto utilizzato per indicare la vita di un oggetto che in realtà dovrebbe essere determinata dall’utilizzo e dall’uso che se ne fa e che invece viene in qualche modo, appunto, “programmata”.

Per cui gli oggetti si devono rompere, diventando rifiuto.

” Il rifiuto è lo scarto. È ciò di cui non sappiamo più che farcene. La parte eccedente, inutile o pericolosa di un bene, di una materia o di un prodotto che abbiamo usato, di cui ci siamo nutriti, che abbiamo consumato e del quale, alla fine, ce ne disfiamo, affidandone alla natura, o ad altri servizi, la sua sorte”

così Marco Gisotti, giornalista ambientale, nel suo libro “L’era dei RAEE 10 anni di Ecodom”.

La complessità dei RAEE rispetto ad altre tipologie di rifiuto è stata ben definita in uno studio per Ecodom del 2012 condotto dall’istituto Ipsos, Politecnico di Milano e United Nation University, “I RAEE domestici generati in Italia”.

Dallo studio si evince che i RAEE sono prodotti molto eterogenei fra loro, in termini di dimensioni e peso, di funzionalità, di composizioni, con un crescente aumento della componente “elettronica” dei prodotti.

Si tratta di oggetti in continua evoluzione, caratterizzati da una progressiva diminuzione delle durate medie dei prodotti stessi  o con fenomeni di sostituzione massiva in occasione di scali tecnologici (dalle televisioni a tubo catodico a quelle con schermi piatti).

Inoltre le apparecchiature elettriche ed elettroniche possono avere componenti, di materiali pericolosi, come i gas mangia-ozono ma anche mercurio, il palladio o altri metalli pesanti, aventi ovviamente, un grande impatto ambientale.

Questo giustifica perché gli impianti di trattamento dovrebbero essere particolarmente efficienti in modo tale da garantire standard di sicurezza elevati.

C’è poi la scarsità di alcuni dei materiali che sono contenuti in queste apparecchiature, risorse come il rutenio o l’indio, per cui il recupero di questi materiali diventa tanto necessario e prezioso quanto difficile nelle fasi di riciclo.

Classificazione dei Raee

I RAEE possono essere suddivisi in 5 categorie: R1, apparecchiature elettriche e frigoriferi e climatizzatori; R2, i c.d. “grandi bianchi”, come lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici; R3, rifiuti elettronici come TV e monitor; R4, rifiuti derivanti da apparecchiature elettroniche più diffuse e più piccole; R5, lampadine e sorgenti luminose.

La normativa

Esiste una normativa precisa che stabilisce chi e come deve occuparsi del loro corretto smaltimento e dell’avvio al riciclo dei componenti pregiati di cui molti di questi sono composti. La Direttiva 2012/19/EU, pubblicata in GU il 2/07/ 2012, nasce con lo scopo di dare ordine e uniformità al settore.

Si basa fondamentalmente sul principio di salvaguardia dell’ambiente, della salute e delle risorse naturali, e si propone di definire le linee guida nella gestione dei RAEE, soprattutto per quanto riguarda le modalità operative di raccolta e l’avvio al riciclo.

I RAEE in Italia

Con il decreto legge 22/07/2016, si può applicare la formula dell’ “Uno contro Zero” a tutti gli apparecchi elettronici ed elettrici anche a RAEE non funzionanti (con dimensioni esterne massime di 25 cm).

I piccoli elettrodomestici, non vincolano il consumatore all’acquisto di nuovi prodotti per usufruire del servizio di smaltimento che i punti vendita (con superficie maggiore di 400 mq) hanno l’obbligo di garantire

Lo smaltimento dei grandi elettrodomestici funziona invece diversamente: il ritiro del vecchio rifiuto può essere gratuito solo a fronte di un nuovo prodotto equivalente. Per non vedersi obbligati all’acquisto di un nuovo elettrodomestico basterà recarsi personalmente nelle isole ecologiche addette allo smaltimento RAEE del Comune di appartenenza.

Consorzi obbligatorio per lo smaltmento di RAEE

Ecodom, è il più grande Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici, è stato in questa attività un vero e proprio pioniere.

Può infatti vantare, ben 10 anni di attività, in cui ha dismesso 765 mila tonnellate di elettrodomestici, riciclando più di 668 mila tonnellate di materie prime seconde.

Per fare un esempio, il ferro estratto dagli elettrodomestici gestiti da Ecodom in questa decade è arrivato a 460 mila tonnellate, una quantità pari a oltre mille treni Frecciarossa.

Con circa 5 kg per abitante di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) raccolti ogni anno, il nostro Paese, è di gran lunga superato da paesi come Francia, Regno Unito, Irlanda, Austria e Belgio.

La causa, purtroppo va individuata nella, vasta presenza nel nostro paese di sistemi di smaltimento illegali e nella mancata emanazione di leggi che impongano una qualità elevata nel trattamento dei RAEE

Altri consorzi sono Ecolight, attivo dal 2004 che raccoglie pile ed accumulatori ed Ecolamp, che raccoglie e ricicla apparecchiature di illuminazione.

Il mercato illegale

Esiste un mercato informale, composto da operatori borderline, che intercetta una larga parte dei RAEE.

Accanto al mercato virtuoso del recupero e riciclo, purtroppo fiorisce quello illegale, fatto di discariche, traffici, inquinamento, truffe e affari sporchi.

Un mercato che prospera anche a causa degli alti costi di trattamento, che dipendono a loro volta dai costi legati alle attività di “smantellamento” degli apparecchi, ma soprattutto dalle quotazioni dei materiali recuperati.


Un moto pericoloso, che sottrae profitti all’economia legale, che inquina i terreni dove vengono smaltiti i rifiuti, che sfrutta la manodopera a basso costo, che si arricchisce illegalmente in spregio alle regole e alla salvaguardia del territorio.

RAEEMAN: le buone pratiche per diffondere la conoscenza

E’ online la campagna pubblicitaria su reti sociali, TV e radio, promossa dal CdC RAEE (Centro di Coordinamento Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

La campagna creativa ideata da TEND Milano prevede un supereroe: RAEEMan che ci illustrerà come smaltire correttamente le apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Si tratta del supereroe del film d’animazione che dà il volto a RaccoltaRaee.it

Il supereroe ci incoraggia al rispetto dell’ambiente, spiegando in maniera semplice ed efficace come conferire correttamente i rifiuti elettrici ed elettronici nei centri di raccolta RAEE in tutta Italia.

One Reply to “RAEE, i rifiuti Fenice: se Tv, cellulari e frigoriferi tornano a nuova vita”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *