Esosport, quando il connubio tra economia circolare e sport è vincente

Quando nell’ormai lontano 2009, Nicolas Meletiou, Marco Marchei e Fulvio Massini decisero di fondare esosport, ebbero chiaro, fin da subito, l’obiettivo cardine di un progetto unico e straordinariamente innovativo in Italia ed in Europa: il corretto smaltimento delle scarpe sportive esauste da riutilizzare, poi, per la costruzione di pavimentazioni per parchi giochi e piste d’atletica.

Oggi, a dieci anni dalla nascita di esosport, l’azienda può dire di aver fatto davvero centro. Attualmente, infatti, sono tre i progetti esosport. Oltre al primo sopracitato, negli anni sono nati esosport Bike, che punta sul riciclo di camere d’aria e di copertoni delle biciclette, ed esosport Ball, che permette la corretta dismissione delle palline da tennis in disuso e ormai usurate. Ma come funzionano, nel dettaglio, i tre progetti Esosport? Ve lo spieghiamo noi!



Esosport Run, ecco come riciclare le scarpe sportive usurate 

Il primo progetto dell’azienda di Opera, in provincia di Milano, è il primo ed unico in Italia e in Europa con queste caratteristiche. Il procedimento per la raccolta ed il successivo riciclo delle scarpe da ginnastica esauste è molto semplice: basta recarsi nei punti di raccolta concordati dall’azienda con la Pubblica Amministrazione dei vari comuni che hanno aderito al progetto, inserire le scarpe da riciclare nell’esosport Bag, chiudere il sacchetto e infine gettarlo nell’esobox presente sul luogo.

Dopo questi semplici step, sarà compito dell’azienda far partire il processo di riciclo delle scarpe. In che modo? Dopo un delicato procedimento di separazione della tomaia dalla suola, viene generata una materia prima seconda che viene donata, tramite l’Associazione GoGreen Onlus, alle amministrazioni pubbliche per avviare la costruzione dei due progetti simbolo dell’azienda: la pista di Pietro ed i Giardini di Betty. Cosa sono? Ve lo spiego tra pochissimo.


Come riciclare camere d’aria e copertoni con esosport Bike

1050 tonnellate di copertoni e camere d’aria buttati nella raccolta indifferenziata ogni anno: è questo l’inquietante dato dal quale è partito esosport per il progetto Bike. L’iniziativa è dedicata ai commercianti di biciclette, ai Comuni che decidono di aderire e ai Bike Sharing, sempre più in voga nelle grandi città italiane. Il procedimento di raccolta dei rifiuti, anche in questo caso è semplicissimo. Chi deciderà di aderire all’iniziativa riceverà dall’azienda un asta di 2 metri con un crowner per la raccolta dei copertoni, un esobox specifico per le camere d’aria, 500 Leaflet da consegnare ai clienti (nel caso dei negozianti) per far conoscere il progetto, 20 portachiavi e 20 borracce con il logo esosport e infine 2 vetrofanie per i negozi.

In questo caso, poi, l’azienda si occuperà del ritiro presso i negozi e alla successiva corretta dismissione dei rifiuti, che consisterà nella triturazione della gomma dei copertoni e delle camere d’aria. Anch’essi, una volta trasformati in granulato di gomma saranno utilizzati per i due progetti sopracitati.

Esosport Balls, quando le palline da tennis esauste possono avere nuova vita

Ultima, ma non meno importante è l’iniziativa esosport Balls. In cosa consiste? Nel riciclo di palline da tennis ormai usurate in una maniera incredibilmente semplice. Infatti tutti i circoli, le strutture sportive e i negozi specializzati che decideranno di aderire al progetto avranno a disposizione degli esobox, dove raccogliere le palline in dismissione. Il procedimento di riciclo, poi, consisterà nella separazione della parte interna delle palline in EPDM dal quale si ottiene un granulo utilizzabile per la pavimentazione di parchi giochi. Anche in questo caso il secondo step viene attuato grazie all’Associazione GoGreen Onlus.


Esosport, i progetti Il Giardino di Betty e La Pista di Pietro

Tutto il procedimento di economia circolare creato in maniera impeccabile da esosport, ha due finalità: dar vita ai progetti Il Giardino di Betty e La Pista di Pietro, in accordo con i vari comuni che decidono di aderire all’iniziativa. Il Giardino di Betty, dedicato ad Elisabetta Salvioni Meletiou, moglie di Nicolas Meletiou ed artefice dell’iniziativa, prematuramente scomparsa nel 2011, prevede la riqualificazione e la creazione di parchi giochi con pavimentazione antitrauma generata dal processo di riciclo degli elementi presenti nei tre progetti che vi abbiamo descritto sopra. Attualmente sono stati inaugurati dodici Giardini di Betty: uno ad Opera, la città della sede di esosport, uno a Cesano Boscone, uno a Firenze, ben otto a Genova ed uno a Roma. 

La Pista di Pietro, dedicata al grande atleta Pietro Mennea, prevede, invece, la realizzazione di piste d’atletica con i materiali ricavati dai ricicli di scarpe da ginnastica, copertoni e camere d’aria. Esosport è ormai presente su quasi tutto il territorio italiano, a dimostrazione che il connubio tra materiali per fare attività sportive e il riciclo è possibile ed in continua crescita. 

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